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Le “Case History” ci hanno rotto le…

Quando scrivo un post del tipo “case history” non se lo fila nessuna ed è normale che sia così.

 

❓ Li hai presenti i post “case history”? Quelli che iniziano con frasi tipo:

“Genoveffa si è stra super mega goduta il primo ballo della stagione, sbalordendo tutt* per la sua eleganza e leggiadria, divertendosi un’esagerazione e facendo un sacco di conquiste, lei che fino a 2 mesi fa usciva di casa solo per fare la spesa, tutta avvolta nel suo giaccone di 5 taglie troppo grande….

oppure

“Quando ci siamo viste la prima volta Anastasia era così messa male che la si poteva raccogliere col cucchiaino. Oggi invece è una forza della natura, ha corso 5 maratone vincendone 2 e… ”

 

Non c’è corso, percorso o libro di marketing e social copy che non esorti ad usare questo formato sostenendo che funziona tantissimo perché la gente ci si rispecchia e bla, bla, bla…

Vero. Le belle storie a lieto fine, scritte bene e che ci permettono di identificarci con la protagonista, ci piacciono.

Peccato che le storie che troviamo in questi post siano sempre la stessa storia. Tutte scritte seguendo lo stesso schema, con lo stesso incipit, lo stesso tipo di parole, di rado coinvolgenti e con il finale sempre uguale:

“Cenerentola ha fatto questa galattica trasformazione grazie al mio super potente corso/percorso. Compralo anche tu per ottenere lo stesso miracoloso risultato.”

 

❓ Convertono i post “Case History”?

I/le guru che raccomandano di usarle sostengono di sì, anche se non è chiaro su che basi lo affermino.

💭 Il mio pensiero è che oggi, con tanto che sono diffusi, hanno le stesse probabilità di attirare come di respingere di tutti gli altri tipi di post.

 

💥 Parte della loro capacità di attrarre o respingere viene dal livello di assuefazione di chi legge (le prime volte che li vedi li leggi più volentieri) e molta più parte viene invece dalla vibrazione di chi scrive.

Io, ad esempio, le case history non le sopporto. Le detestavo già 30 anni fa quando le trovavo nei libri, figurati ora che saltano fuori per ogni dove, che neanche i funghi e che, con il baule pieno di studi su marketing, vendite, comunicazione e compagnia bella so bene come vengono costruite e quanto spesso siano “solo storie”.

Quando mi compaiono nel roll scorro oltre e mi prendo una nota mentale di evitare i post di quella persona. Le rare volte in cui mi fermo a leggere, magari perché è un post di una persona che conosco, devo forzarmi per arrivare fino in fondo senza saltare 3 righe ogni 4.

Nessuna meraviglia, dunque, se le poche volte che pubblico una case history, così, giusto per sperimentare, nessun se la fila.

 

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