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26 Novembre 2024Mi serve un’immagine per il post di oggi e chiedo ad AI di generarla.
Le indicazioni sono “Disegna una donna che guarda il monitor del computer con aria scoraggiata e tiene la testa tra le mani” (scritte meglio di così!)
AI crea le immagini della fila più in basso.
Le mie lettrici però sono un po’ più che ventenni e voglio un’immagine in cui si possano specchiare, così faccio la stessa richiesta ad AI precisando che voglio una donna di mezza età, che a casa mia significa circa 50 anni.
AI modifica il prompt a modo suo, legge “mezza età, come donna pallida, rugosa, con la pelle raggrinzita e lo chignon e genera le immagini della fila di mezzo.
Prendo il suo prompt e lo correggo per fare in modo che la donna risultante dimostrasse meno di 90 anni ed escono le immagini della prima fila.
Un tantino meglio ma ancora non ci siamo, non ci siamo affatto.
Non è la prima vota che mi succede. Anzi, succede ogni volta che chiedo ad AI di disegnare una donna.
Per AI una donna è una simil modella di 15/20 anni, con capelli lunghi e mossi, vestita con una camicia aperta o un top e abiti alla moda.
Una donna di mezza età (succede anche specificando “di circa 50 anni”) è rugosa, con la pelle delle mani incartapecorita, vestita di grigio o con fantasie che neanche nel pieno degli anni ’70.
A furia di ritocchi ed aggiustamenti, con altri 3 tentativi alla fine un’immagine abbastanza buona per l’articolo è saltata fuori. La vedrai domani insieme al post per cui l’ho creata.
Oggi invece, dopo averci messo 8 volte il tempo necessario per una generazione di immagine grazie ai preconcetti insiti in AI, ho cambiato rotta e deciso di pubblicare questo screenshot che, a modo suo, parla di Violenza in una di quelle forme che non mandano all’ospedale (o al cimitero) ma alimentano il pessimo substrato da troppi/e ancora ritenuto “normale”.





