
Tu ribelle e i percorsi ingabbianti
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Cosa ti distingue e le gabbie
19 Agosto 2025Creare fiducia in chi legge non ha nulla a che vedere con il corredare ogni post del tuo faccione ammiccante o dei tuoi mezzi-busti in posa con sfondo di località amene.
Anzi, a dirla chiara, in certi social la ripetuta pubblicazione della tua faccia viene letta come:
“eccone un’altra che vende fuffa / che è stata incastrata da un fuffa-marketer”
con subitaneo click su “i post di questa non mi interessano” cioè l’esatto contrario di quello che pensavi di ottenere.
In altri social, invece, i tuoi autoscatti ti garantiscono una buona dose di reazioni e magari anche un tot di commenti, è vero, ma da parte di amici, conoscenti, familiari e guardoni/e di varia specie.
E se il tuo scopo è far conoscere la tua professionalità attraverso ciò che scrivi, quelle manciate di cuoricini e abbracci ti servono a ben poco.
Quindi, se ti stai trattenendo dal pubblicare perché:
🤳 l’idea di metterti in mostra ti stressa, respinge, fa venire i sudori freddi, non ne capisci il motivo…
📷 però hai sentito, hai letto, ti hanno raccontato che DEVI metterci sempre una foto con te e in cui ti si veda bene in faccia e negli occhi, mi raccomando, perché se no non crea fiducia…
rilassati, sorridi, dimentica ‘ste scemenze delle foto, concentrati su ciò che vuoi portare al mondo e su come entrare in dialogo con le “tue persone” e inizia a pubblicare.
Perché ciò che interessa alle “tue persone” non è che faccia hai ma cosa hai da dire che sia utile per loro; non è lo sfondo alle tue spalle che parla ma la vibrazione che emana dalle tue parole e dalle immagini che scegli di usare per illustrarle.
Metti il tuo volto come immagine del profilo, questo sì. Inserisci una o due foto di te (la vera te!) nel tuo sito, anche questo sì.
E poi pubblica serena usando grafiche, tramonti o anche nessuna immagine.
Perché l’illusione che certi social premino i faccioni in primo piano c’è, ma è solo un’illusione; un piccolo stratagemma che forse ha funzionato per un certo periodo ma che ormai è talmente usato da aver perso ogni valenza di originalità e ogni capacità di distinguo, rendendoti così solo una faccia tra tante altre facce su cui, chi non ti conosce, non ha alcun motivo di soffermarsi (salvo sia un marpione, hater, truffatore, stalker, etc.)
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