
Che cambiamento pensi di portare se tu per prima non osi rompere le regole?
30 Settembre 2024
Non è l’algoritmo a far girare i tuoi post, ma la tua energia
3 Ottobre 2024🌈 Ti chiedi Chi Sei e quale Cambiamento sei venuta a portare.
Dentro di te lo sai ma ancora non lo ricordi.
Sai anche bene che Ricordare è un viaggio che dura anni e che chiede il tuo Ascolto nell’apertura del Cuore.
Eppure quante volte ascolti solo con la mente?
E quante volte questo ascoltare parziale ti ha portato a fraintendere le risposte?
A me è successo, tra le tante volte, mentre davo il via ai laboratori “Flow! – la Danza dell’Anima” e cercavo un nome con cui definirmi.
Un bel giorno, tra un lasciarmi danzare e l’altro, ho visto dipingersi la parola DanzaStorie.
🌈 DanzaStorie.
Tutto attaccato.
Con la maiuscola in mezzo.
Due parole fuse in una sola eppure distinte.
Mi ha subito elettrizzato.
“Guarda tu quanto sono stata a ragionarci sopra e poi in una danza, ta-daaa, eccolo qua il nome perfetto per ciò che faccio perché unisce la Danza con la Scrittura e il Raccontare… tutti strumenti dei miei percorsi.”
“Ok, all’esterno non parla granché, ma quanti dei “titoli parlanti” di oggi 5 o 10 anni fa non significavano nulla?” – mi sono detta.
E poi, tutta compresa nel fatto che il nome mi era “Arrivato”, ho iniziato a presentarmi ovunque come “Nadia, la DanzaStorie” senza accorgermi del vero senso e valore racchiuso in quelle parole.
Neanche quando, dal nulla, cercando un’intro per il Podcast, mi sono sentita recitare il ritornello che vedi nell’immagine.
Mi ci son voluti quasi 7 anni e uno di quei periodacci che chiamiamo “notte oscura” per fare il passo successivo.
🌈Seduta a respirare il lago, ascoltando questa volta con la calma del Cuore anziché con la fretta della Mente, ho visto il vero senso del nome DanzaStorie.
Non era la risposta alla domanda:
“Come definisco la mia professione?”
bensì alla ben più antica e reiterata domanda:
🌈“Chi Sono Io e cosa ci faccio qui?”
Le parole che continuavo a ripetermi, stile litania, mentre passeggiavo, riposavo, pedalavo, in quel periodo erano:
🌈 “Io sono Nadia e sono…”
E le parole sono importanti.
Per questo è importante osservare con attenzione come formuliamo le nostre domande e cosa stiamo vibrando mentre le pronunciamo.
Per questo è essenziale ascoltare nella totale apertura le risposte che ci arrivano senza permettere che la mente le fagociti e ce le restituisca rimodellate a suo uso.
Ma ciò che più conta è restare aperte e vigilare perché spesso, il vero messaggio racchiuso nella visione arriva molto tempo dopo la visione stessa, e se non lo cogli al volo c’è il rischio di restare nell’equivoco altri 7 anni.





