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Smetti di farti la domanda sbagliata

Il modo migliore per rimanere impantanata è insistere a voler rispondere alla domanda sbagliata.

Non lo fai apposta, ovvio. Però se ancora non stai riuscendo a venire a capo di questioni come ad esempio:

  • quale tra le mie passioni trasformo in lavoro
  • quale tra le tante arti di BenEssere che esistono è più adatta a me
  • che tipo di servizi offro ai miei clienti
  • a chi rivolgo la mia offerta

è molto probabile che il problema stia proprio nella domanda e non nelle risposte, specie quelle che ti sei data già decine di volte senza che nulla cambiasse.

Non esistono domande giuste o sbagliate in assoluto, vero, esistono però domande giuste o sbagliate per te.

Il problema è che tendiamo a cercare le risposte usando domande preconfezionate, le super classiche da libro-post-webinar motivazionale (life & biz).

Non che sia sbagliato farlo, anzi, all’inizio sembra vantaggioso usare domande che qualcuno ha formulato per noi togliendoci da quest’impiccio e che hanno già funzionato per un sacco di persone.

Le usiamo anche per via dell’autorevolezza che tendiamo ad attribuire a chiunque sia “fuori di noi” che comunica bene sui social, ha tanto pubblico e, magari, ha pure pubblicato un libro, quindi la sa certo più lunga di noi.

Resta il fatto che le “altre persone” per cui quelle domande hanno funzionato sono solo una piccola parte di quelle che se le sono poste. E Tu non sei loro. Se poi sei anche del tipo “fuori dagli schemi” le probabilità che la domanda standard per te non vada bene sono altissime.

 

Io, ad esempio, sono rimasta al palo per anni grazie al classicone in voga già 20 anni fa e ancora oggi usato da chiunque si ponga come “guida di quel-che-è”:

“Cosa ti appassiona al punto che lo faresti tutti i giorni anche gratis?”

e la sua variante:

“Se i soldi non fossero un problema cosa faresti (come lavoro) tra A, B e C?”

 

Qual è il problema con queste 2 domande?

Che, per come sono fatta io, il solo pensiero di dedicarmi a una e una sola passione 24/7 per anni, mi congela anziché accendermi.

Quando poi passiamo al punto successivo… no, dico, ragazze… se non avessi bisogno di incassare soldi attraverso il lavoro che faccio, non lavorerei!

Aggiungi che sono una molto razionale e ho dalla sulle spalle anni di pistolotti a tema marketing e vendite, ed ecco che nella mia testa A, B e C non saranno mai neutre ma sempre immediatamente collegate al pensiero “quale delle 3 ha più mercato?”

La buona notizia è che con un po’ di allenamento e di attenzione puoi riuscire a trasformare le domande sbagliate in domande giuste, che riconosci subito per via del “sorriso dentro” che ti si accende appena le trovi o ti vengono poste e per il fatto che generano risposte che cambiano davvero tutto.

Forte, no?

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