
Ritorno in città
3 Settembre 2012
Meglio usare i Social o avere un Blog?
8 Maggio 2014Ma ‘sto Personal Branding cos’è esatamente? Perché se ne parla così tanto, a cosa serve?
Ne hai davvero bisogno anche tu che sei una coach, un’operatrice olistica, una tarologa, una maestra di reiky, etc?
E cosa c’entra il Personal Branding con i siti web e i social media?
Cos’è il Personal Branding – definizione
Navigando a ruota libera in giro per la rete puoi incappare in un mare di definizioni di Personal Branding, alcune delle quali talmente piene di paroloni che rischiano di lasciarti “più scema di prima”, come si dice dalle mie parti.
La definizione per eccellenza a quanto pare non esiste, ma nel mio saltellare qua e là, ne ho trovata una famosetta che mi piace più delle altre:
Il tuo Brand è quello che gli altri dicono di te quando sei in un’altra stanza!
– Jeff Bezos (fondatore di Amazon) –
Cos’è il Personal Branding – secondo me
Partiamo dal Brand
Partiamo con il dire che il tuo Brand (marchio di fabbrica) Personale è l’insieme di come sei, come affronti il tuo lavoro e come lo proponi ai tuoi clienti.
Il tuo Brand è ciò che fa si che tu sia diversa da tutte le altre che fanno la stessa cosa che fai tu.
Il tuo Brand è ciò per cui tra le ennemila coach, sarte, counselor, shiatsuche, estetiste, naturopate, etc. che ci sono in giro, io scelga te al posto di un’altra che fa il tuo stesso lavoro e che magari ha lo studio anche più vicino a casa mia.
Il tuo Personal Brand è il modo in cui arrivi a me, tua potenziale cliente ed è ciò che di te mi colpisce, affascina, coinvolge, emoziona…
Insomma il tuo Personal Brand è ciò che mi porta a ricordarmi di te, leggere i tuoi contenuti e che mi trasforma da “potenziale cliente” a “Cliente” e magari del tipo che ti fa del buon passaparola oppure a fuggire da te a gambe levate.
E il Personal Brand-ING?
Posto quanto sopra, se il tuo Personal Brand è il motivo per cui la potenziali clienti scelgono te oppure vanno altrove, il Personal Branding (letteralmente “fare personal brand”) è:
- il processo che ti porta a identificare i motivi per cui dovrebbero scegliere te anziché un altra
- le azioni che compi per coltivare questi buoni motivi
- e la capacità di comunicare questi motivi che ti distinguono alle tue persone.
A questo punto ti sarà evidente come questo Personal Branding non sia poi sta grande novità. Infatti detto in soldoni ed in italiano, è né più né meno che la famosa e vecchia “arte di sapersi vendere”.
La novità sta tutta nel come si fa adesso a promuoversi, che è abbastanza diverso dal come lo si faceva prima dell’arrivo del web come lo conosciamo ed usiamo oggi o dello sbarco degli italiani sui social media.
Oggi infatti il Personal Branding non può esimersi dal passare attraverso Internet e la comunicazione sui social e questo significa che Internet ed i Social Media è il caso non solo di usarli ma anche di saperli usare con scioltezza e anche con intelligenza.
Conosco persone che hanno 3 siti web, 2 account Facebook, l’account Twitter, l’account Instagram, l’account G+, 5 caselle di posta, filmati su youtube, il CV su LinkedIn, sono iscritte a 4 forum, fanno mailing kamikaze e non battono chiodo!
E conosco persone che con un blog, anche un po’ vecchiotto per il vero, una pagina social e una newsletter, vanno alla grande!
Questo accade perché in internet il tempo della quantità ha ormai lasciato il posto a quello della qualità e della credibilità.
Qualità di ciò che offri ma anche dei contenuti che diffondi.
Credibilità di ciò che dici e quindi della tua figura come professionista.
Il brutto del Personal Branding, per noi freelance del 2014 che in agenda insieme alle ore di lavoro effettivo dobbiamo stipare anche tutte quelle di preparazione, studio, amministrazione, per la casa, per la famiglia, e per un po’ di sana attività fisica e ludica che se no impazziamo, è che ora ci tocca pianificare anche qualche ora per questa strana attività.
Il bello del Personal Branding è che, se lo fai bene te ne accorgi subito perché inizi ad avere non solo più clienti bensì più “clienti del tipo giusto”, che ti chiedono di fare per loro le cose che ami fare e che sono ben felici di pagarti per fartele fare.
.





